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Ingegno – Inganno – Diletto. Reden über Kunst bei Dante, Boccaccio und Petrarca

  • Dieter Blume
Veröffentlicht/Copyright: 21. August 2014
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Riassunto

Questo saggio intende proporre una nuova lettura delle immagini e delle opere d’arte tematizzate negli scritti di Dante, Boccaccio e Petrarca. Il punto di partenza di questo percorso è da una parte il ruolo particolare dello sguardo nella lirica italiana del XIII secolo, dall’altra il significato di una raffigurazione dipinta di Amore in Guittone d’Arezzo. Dante dà esplicitamente una chiara funzione didattica ai rilievi da lui descritti nel Purgatorio ma, solo una generazione più tardi, questo tentativo moraleggiante viene abbandonato dal Boccaccio con cui il discorso allegorico si fa più sottile e nascosto: nel Decamerone infatti i pittori sono soprattutto i maestri della finzione e dell’inganno, coloro che possono ingannare perfettamente i cinque sensi. Anche Petrarca indica con forza, così come Boccaccio, il valore dell’ingegno dell’artista, ma sottolinea l’importanza del diletto che l’osservatore prova nell’azione del guardare. Questa teoria estetica del Trecento si può quindi condensare nella seguente serie di concetti: Ingegno - inganno - diletto - ingegno.

Online erschienen: 2014-8-21
Erschienen im Druck: 2014-7-11

© 2014 by Walter de Gruyter Berlin/Boston

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