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Armut und geistiger Aufstieg. San Francesco und Dante

  • Karin Westerwelle
Published/Copyright: August 21, 2014
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Riassunto

Qual’è il rapporto fra arte e povertà? Possono, la pittura e la letteratura, rappresentare forme radicali di povertà? Quanto povera e bisognosa in senso materiale, e quanto ricca e virtuosa in senso spirituale appare la donna Povertà che Giotto ha dipinto sulla volta a crociera della Basilica inferiore di Assisi? Nell’undicesimo Canto del Paradiso Dante presenta il personaggio di San Francesco, fondatore dell’ordine omonimo, la cui vita viene narrata dalla voce di San Tommaso d’Aquino, domenicano ed esponente della scolastica. Nella sua presentazione, Dante non si attiene a uno stile retorico ›povero‹, e non rispetta il divieto »sine glossa« formulato da Francesco: infatti il discorso di Tommaso, per rendere trasparente il proprio ermetismo, non può fare a meno di autocommenti e di glosse. Per descrivere il luogo in cui Francesco ricevette le stimmate, Dante si serve di una strategia di visibilizzazione che, con i fiumi Arno e Tevere, evoca topografie e cultura cittadine, ovvero una ricchezza del tutto materiale. Il dibattito fondamentale che Dante apre con l’ideale di povertà di San Francesco, sta nel confronto tra l’ascesa della figura allegorica della donna Povertà e quella di Beatrice. La differenziazione delle due figure segna il divario tra etica religiosa e visione artistica: si dischiude allora uno spazio letterario fondato in questo modo da Dante

Online erschienen: 2014-8-21
Erschienen im Druck: 2014-7-11

© 2014 by Walter de Gruyter Berlin/Boston

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