Startseite Linguistik & Semiotik Per essemplo di lei bieltà si prova – Dantes Beatrice
Artikel
Lizenziert
Nicht lizenziert Erfordert eine Authentifizierung

Per essemplo di lei bieltà si prova – Dantes Beatrice

  • Sylvia Schreiber
Veröffentlicht/Copyright: 21. August 2014
Veröffentlichen auch Sie bei De Gruyter Brill

Riassunto

Nella famosa canzone della Vita Nuova »Donne ch’avete intelletto d’amore« Dante presenta la figura di Beatrice come modello della bellezza femminile. Nel Convivio conferma che »bello è tanto quanto lei somiglia«. Nel Paradiso gli mancano le parole per descrivere la bellezza della sua donna. Partendo dalla questione dell’ideale estetico e della rappresentazione della donna nelle arti figurative all’epoca di Dante, questo contributo cerca di mostrare l’immagine che il poeta ci presenta della sua donna. Come gli innumerevoli ritratti di madonne e di sante del suo tempo, le poesie di Dante e degli stilnovisti trasmettono un’immagine piuttosto stereotipata della donna. La bellezza del suo corpo coincide con la bontà della sua anima, e non viene concretizzata attraverso descrizioni precise: i poeti si limitano a parlare del bel viso, degli occhi, della bocca, del colore del vestito. Come nella pittura, non è ancora giunta l’epoca del ritratto individuale. L’ammirazione delladonna si esprime nello stile della loda, conforme alle convenzioni retoriche del dolce stil nuovo. Nella Vita Nuova la bellezza della donna angelicata si unisce alla sua funzione come ispiratrice della poesia, mentre nella Divina Commedia Beatrice diventa guida spirituale di Dante nel suocammino verso la conoscenza divina

Online erschienen: 2014-8-21
Erschienen im Druck: 2014-7-11

© 2014 by Walter de Gruyter Berlin/Boston

Heruntergeladen am 10.1.2026 von https://www.degruyterbrill.com/document/doi/10.1515/dante-2013-0006/html
Button zum nach oben scrollen